Libri, Riviste e Mostre

Monumenti per difetto. Dalle Fosse Ardeatine alle pietre d’inciampo

A. Zevi, Monumenti per difetto. Dalle Fosse Ardeatine alle pietre d’inciampo, Donzelli editore, Roma, 2014.

Orizzontalità, invisibilità, temporaneità, diffusione, partecipazione, sono alcune delle prerogative dei Monumenti per difetto, protagonisti dell’ultimo libro di Adachiara Zevi. Scritto in occasione del Settantesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, come prosecuzione del primo libro dedicato alla strage romana (Adachiara Zevi, Fosse Ardeatine, Universale di Architettura, ed. testo & immagine, Torino, 2000), il volume traccia una riflessione ulteriore sul ruolo e sull’evoluzione di monumenti e memoriali. Il mausoleo romano, esito del primo concorso dell’Italia democratica (1945), pone le basi per alcuni atteggiamenti e linguaggi che sono diventati indispensabili in un progetto di memorializzazione. Se, fino ad allora, le prerogative dei monumenti erano state: unicità, staticità, ieraticità, persistenza, ipertrofia dimensionale, simmetria, centralità, retorica, indifferenza al luogo, aulicità dei materiali,eloquenza,esproprio delle emozioni, il mausoleo segna una prassi mnemonica nuova.

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Abitare nell’emergenza Progettare per il post- disastro

A. D’Auria, Abitare nell’emergenza Progettare per il post- disastro, Edifir edizioni Firenze 2014.

In un’epoca di cambiamenti climatici che aumentano esponenzialmente il numero di catastrofi ambientali – tra cui i tornado, gli tsunami, le frane e le alluvioni il libro “Abitare nell’emergenza” di Antonio D’Auria è attualissimo e di grande interesse. Il testo affronta direttamente la tragedia che interessa un numero crescente di comunità afflitte da una calamità naturale e costrette a un esodo di massa, abbandonando il proprio centro urbano di appartenenza per spostarsi nelle strutture temporanee – le quali spesso diventano permanenti – comunemente chiamate campi che, anche in Italia, sono purtroppo all’ordine del giorno (si pensi, in primis, ai campi dei rifugiati a L’Aquila che, a distanza di anni, aspettano ancora la ricostruzione della città).
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D. Arasse, Storie di pitture, prefazione di B. Comment e C. Bébard, Einaudi.

D. Arasse, Storie di pitture, pre- fazione di B. Comment e C. Bébard, Einaudi.

Ci sono intelligenze che saltano a piè pari la loro specializzazione: un caso esemplare nella storia dell’arte è Daniel Arasse, nato nel 1944 a Onan (Algeria) e morto a Parigi a cinquantanove anni. La solida formazione di normalista (greco, latino, letteratura) s’evince in ogni sua pagina: da ragazzo era stato a Firenze, fu uno choc e l’arte italiana divenne il destino della sua vita.
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Architettura moderna e progetto umanistico. Storia, formazione, comunità (1945-1965)

M. Panzeri, Architettura moderna e progetto umanistico. Storia, formazione, comunità (1945-1965), con contributi di G. Contessi e M.A. Crippa, Jaka Book, Milano 2013.

Un nuovo contributo storiografico utile alla comprensione della storia dell’architettura va sempre accolto con favore e letto
con attenzione, in particolare per quanto riguarda gli avvenimento del Novecento. La proliferazione di pubblicazioni sull’architettura contemporanea scaturisce spesso da una maggiore scorrevolezza di lettura per il pubblico interessato e da una maggiore convenienza per il mercato che abbraccia la fortuna di questo filone oramai non più di nicchia, ma che anzi ha raggiunto oramai una consolidata felice veste grafica.

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Amate l’Architettura

A. D’Auria, Abitare nell’emergenza Progettare per il post- disastro, Edifir edizioni Firenze 2014.

Il volume di Gio Ponti, Amate l’Architettura, è la riedizione di un lavoro del 1957 di cui recentemente Rizzoli ha pubblicato la terza ristampa integrale. È un volume con pagine di diversi colori tanto che, visto di taglio, restituisce l’idea di un folder denso di appunti, questioni e temi raccolti in un succinto archivio. La passione e l’ottimismo per l’architettura che Ponti sente e descrive è, senza dubbio, passione per l’umano e testimonianza dell’umano vivere. Un intellettuale equidistante anzi distaccato da tutti gli indirizzi, da tutti i movimenti istituzionalizzati e definiti – novecento e razionalismo – anche se osservatore partecipe, curioso e cordiale di tutto quanto costituiva dibattito, pensiero, lavoro.

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La trasfigurazione del banale. Una filosofia dell’arte

A.C. Danto, Edizioni Laterza, III ed., Roma-Bari 2011

In tempi così veloci sul piano della fruizione culturale, può sembrare insolita la nuova pubblicazione di un saggio apparso la prima volta nel 1984. Eppure, le ragioni di questa scelta editoriale risulteranno al lettore subito evidenti, se si considera sia il prestigio dell’autore – Johnsonian Professor of Philosophy alla Columbia University di New York e critico d’arte per il settimanale “The Nation” – sia la forte attualità della tematica.
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Estetica del potere. Figure dell’ordine e del disordine

E. Francalanci, Mimesis Edizioni, Milano-Udine 2014

Il titolo e i contenuti che prefigura appaiono, d’acchito, decisamente in ritardo rispetto al clima culturale e politico attuale prevalente. Le parole potere e figure rimandano alla stagione della prepotente rifioritura del pensiero marxista e della diffusione degli studi di semiologia e iconologia tra la fine degli anni Sessanta e per tutti gli anni Settanta. Scorrendo l’indice, tale sensazione permane fino al paragrafo finale titolato La “lotta di classe” che è espressione da tempo espunta dal lessico del dibattito politico, persino dai partiti della sinistra.
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Fundamentals – 14. Mostra Internazionale di Architettura

Venezia, 7 giugno – 23 novembre.

Si è conclusa il 23 novembre la 14. Mostra internazionale di Architettura dal titolo Fundamentals diretta da Rem Koolhaas. Questa Biennale, che “ha aperto i battenti” il 7 giugno, con circa due mesi di anticipo rispetto alle altre, si componeva di tre mostre e di numerosi eventi che, come sottolineato dallo stesso Koolhaas nel catalogo, insieme si proponevano di attuare una “verifica” dell’architettura, mettendone in luce l’attuale empasse e ponendo i seguenti interrogativi: “che cosa abbiamo?”, “in quale modo siamo giunti a questo punto?”, “ora che cosa possiamo fare e da qui dove andiamo?”. A queste domande provavano a rispondere le tre sezioni: absorbing modernity, elements of architecture e Monditalia.
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Etiche dell’intenzione, Ideologia e linguaggi nell’architettura italiana

G. Durbiano, Christian Marinotti Edizioni, Milano 2014.

Il testo intende ripercorrere tutta la vicenda dell’architettura italiana, dal dopoguerra a oggi, per rendere palese il ruolo decisivo dell’intenzionalità autoriale. Esso angola l’analisi da una precisa prospettiva e individua nello stretto rapporto, sul piano culturale, tra autorialità e architettura, ideologia e linguaggio, un’invariante della seppur eterogenea produzione architettonica di quegli anni.
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